Un viaggio tra ingredienti locali e tradizioni
Sai quella sensazione quando assaggi qualcosa e ti riporta immediatamente a un posto, a un ricordo, a un momento preciso? Ecco, noi del Birrificio Monterosso vogliamo che ogni sorso delle nostre birre ti porti qui nei nostri amati Colli Euganei.
Non è poesia da marketing, è proprio quello che facciamo: mettiamo il territorio in bottiglia.
Un territorio che ha qualcosa da dire
I Colli Euganei non sono solo delle belle colline dove fare una gita la domenica. Sono un ecosistema unico, un microclima speciale che da secoli regala prodotti che non trovi da nessun’altra parte. Vulcani spenti milioni di anni fa, boschi che profumano in modi diversi a seconda della stagione, produttori che portano avanti tradizioni che rischiano di perdersi.
Noi siamo nati e cresciuti qui. Da bambini giocavamo tra questi colli, e quando abbiamo deciso di fare birra sul serio, nel 2013, la domanda è stata immediata: perché andare a cercare ingredienti esotici quando abbiamo tutto questo a due passi da casa.
Primavera: le marasche che hanno fatto la storia
Quando arriva la primavera e gli alberi di marasche iniziano a fiorire, per noi è come se suonasse un campanello: la stagione della produzione vera sta per iniziare.
Le marasche Luxardo non sono amarene qualunque. Sono amare, intense, con quel carattere deciso che ti resta in bocca. La famiglia Luxardo le coltiva da generazioni, e quando le abbiamo assaggiate per la prima volta ci siamo detti: “Cavolo, queste devono finire in una nostra birra!”.
La raccolta è ancora fatta a mano, perché sono frutti delicati. Il sapore? Immagina un’amarena che ha deciso di prendersi sul serio: intenso, leggermente amarognolo, perfetto per dare carattere a una birra senza coprirne l’anima.
Estate: Il sambuco del monte rosso
L’estate nei Colli Euganei ha un profumo. È il profumo dei fiori di sambuco che crescono spontanei, soprattutto qui sul Monte Rosso, quello che ci ha dato il nome.
Ogni anno, quando sbocciano, facciamo una cosa che probabilmente sembrerebbe strana a un birraio industriale: andiamo a raccoglierli a mano. Sì, proprio noi tre, Marco, Andrea e Michele, con le forbici e i cestini, come facevamo da ragazzini quando le nostre mamme li usavano per fare le frittelle.
I fiori di sambuco hanno una magia particolare: sono delicati ma persistenti, floreali ma non stucchevoli. In birra regalano note che ti fanno pensare all’estate, alla campagna, a quando da bambino correvi nei prati. È un ingrediente che grida “Colli Euganei” in ogni sorso.
Autunno: il brodo di giuggiole non è solo un modo di dire
“Andare in brodo di giuggiole” – quante volte l’hai detto o sentito dire? Beh, pochi sanno che le giuggiole esistono davvero, e ancora meno sanno che ad Arquà Petrarca c’è chi le coltiva ancora.
Noi collaboriamo con l’azienda agricola Scarpon, che porta avanti questa tradizione secolare. Le giuggiole sono frutti strani: sembrano olive, hanno un sapore che sta tra il dattero e la mela, e maturano in autunno quando il resto del mondo vegetale si sta addormentando.
Quando le usi in birra succede qualcosa di magico: aggiungono una dolcezza complessa, quasi mielosa, con note di frutta secca che bilanciano perfettamente il luppolo. È come mettere l’autunno dei Colli in un bicchiere.
Inverno: il miele di melata, rarità tra le rarità
Il miele di melata non è il classico miele che trovi al supermercato. È una rarità, un prodotto che in pochi conoscono e che viene prodotto dal nostro amico d’infanzia dell’apicoltura Gatto.
Cos’ha di speciale? Invece di derivare dal nettare dei fiori, viene dalla melata che certi insetti producono sugli alberi. Il risultato è un miele scuro, denso, con un sapore più intenso e meno dolce del normale. Ha note quasi balsamiche, resinose, che in birra creano una complessità che ti fa girare il bicchiere per capire da dove arrivano tutti quei sapori.
È un ingrediente che racconta l’inverno nei colli, quando la natura si fa più scura, più profonda, più meditativa.
Ogni birra è un pezzo di questi colli
Quando bevi una nostra birra, non stai solo bevendo malto, luppolo e acqua, ecc. Stai assaporando la primavera con le marasche, l’estate con i fiori di sambuco, l’autunno con le giuggiole, l’inverno con il miele di melata. Stai gustando le camminate che facevamo da bambini, le tradizioni che rischiavano di perdersi, il lavoro di produttori che hanno scelto di non mollare. Stai bevendo i Colli Euganei.
E sai qual è la cosa più bella? Che tutto questo non te lo raccontiamo solo su un blog. Puoi venire qui, al birrificio, vedere dove nascono questi ingredienti, conoscere chi li produce, bere la birra dove viene fatta.
Perché le storie belle si raccontano meglio dal vivo, con un bicchiere in mano e i Colli davanti agli occhi.
Quando bevi una nostra birra, non stai solo bevendo malto, luppolo e acqua. Stai bevendo la primavera con le marasche, l’estate con i fiori di sambuco, l’autunno con le giuggiole, l’inverno con il miele di melata.
E la cosa bella è che ogni stagione questo racconto cambia. Ora stiamo già pensando alla prossima primavera, alle prossime marasche, ai prossimi fiori di sambuco. Perché fare birra così, legati al territorio e alle stagioni, significa non annoiarsi mai. Ogni annata è diversa, ogni ingrediente ha la sua storia, ogni bottiglia è un pezzo di un anno specifico dei Colli Euganei.
Vieni a trovarci al Birrificio Monterosso – Via del commercio, 8/A, Montegrotto Terme (PD)
Ti racconteremo tutto questo dal vivo, birra alla mano.



